CAMBIO DI PROSPETTIVA – POLIPO APRILE 2016 (CHANGE OF PERSPECTIVE)

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(ENGLISH VERSION BELOW)

Pubblichiamo qui di seguito l’editoriale dell’ultimo numero di Polipo, in cui raccontiamo il nostro cambio di posizione rispetto al lavoro per le elezioni del CNSU dopo i fatti tragici di fine marzo.

Buona lettura.

CAMBIO DI PROSPETTIVA

Eravamo già tutti ai blocchi di partenza, pronti a scattare. Ci stavamo preparando alla grande mobilitazione: chi organizza i banchetti, chi pensa ai gadget, chi comincia a scrivere gli articoli di Polipo… L’argomento di questo numero era scontato: Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU). Iniziavamo a muovere i primi passi verso il grande evento delle elezioni del 18-19 maggio 2016. La solita storia: un po’ di scontri fra le liste, qualche polemica, qualche bell’evento, le elezioni, i vinti, i vincitori e gli indifferenti. Tutto normale, prevedibile, oseremmo dire quasi scontato. Poi, come spesso accade, succede qualcosa che cambia tutto. Un fatto, anzi tre, accaduti uno dopo l’altro che ci hanno tolto il respiro, come tre schiaffi dritti in faccia. Il 20 marzo alla StraMilano muore di infarto Fabio Cappello, studente laureando del nostro Ateneo ed ex rappresentante degli studenti per La Terna Sinistrorsa. Il 21 marzo a Tarragona, Spagna, un pullman carico di studenti Erasmus diviene protagonista di un brutale incidente: tredici studenti perdono la vita, di cui sette ragazze italiane. Il 22 marzo a Bruxelles torna ad incombere lo spettro del terrorismo: due esplosioni in aeroporto e una in metro costano la vita a oltre 30 persone, ne feriscono centinaia, e seminano il terrore. Nel giro di tre giorni, cambia tutto. Tre episodi che, per un istante, paralizzano tutti. Solo un secondo, il tempo di un brivido. Poi tutto riprende, come se nulla fosse. Le lezioni, il lavoro, lo studio, gli impegni, la juve, la palestra, il pilates, di nuovo le elezioni e chi più ne ha più ne metta. Ma a noi questo sta un po’ stretto. In questo editoriale vorremmo fare un esperimento, una cosa scomoda, sicuramente anticonvenzionale: provate a fermarvi ancora un secondo e pensate a quanto è successo. Non sarebbe assurdo immaginare che su quell’autobus, su quella metro, in quell’aeroporto o a quella corsa, ci saremmo potuti essere noi o qualcuna delle persone che più amiamo. Al solo pensiero una domanda irrompe con violenza feroce nella nostra testa: se tutto può finire così, perché vale la pena vivere? Cosa ci spinge ad alzarci ancora dal letto? Perché impegnarci nello studio, coltivare delle passioni o candidarci alle elezioni universitarie? Perché fare progetti, perché spendersi in qualcosa, se poi tutto può dissolversi in un istante? Siamo convinti che senza guardare seriamente queste domande la vita non sia vita, lo studio non sia studio, le elezioni non siano elezioni, ma che tutto sia in fondo alimentato dal niente e coltivato nel nulla. Il vivere diventa un banale trascorrere del tempo. E’ non trascurando queste domande che le cose di tutti i giorni, da ostacoli o ordinaria amministrazione, acquistano una prospettiva. Non vogliamo far parte di quel cinismo che spesso ha il sopravvento in questi casi. Non perché siamo ingenui ottimisti, ma perché abbiamo molto altro da raccontare, qualcosa di davvero bello e decisivo: storie, racconti, vite che non possono finire col nulla. Per questo motivo abbiamo il desiderio di implicarci in quello che ora abbiamo davanti, l’università, e quindi le elezioni. Ripartiamo, nelle stesse cose di prima (chi organizza i banchetti, chi pensa ai gadget, chi comincia a scrivere gli articoli di Polipo), ma con questa domanda accesa, spinti da questa domanda. Il 18 e 19 maggio in tutti gli Atenei si vota per il CNSU, e in questo numero vogliamo raccontarvi perché vale la pena implicarsi e che contributo possiamo dare attraverso questa occasione. Vogliamo domandarci se proprio oggi vale la pena di alzarsi dal letto e di trascinarsi stancamente in università. Per noi sì, per questo ci impegniamo nella campagna elettorale, e tu?

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We were already on the starting blocks, ready to go. We started to prepare for the great deployment: organizing ways to meet people, thinking of nice gadgets, and writing articles for Polipo. The subject for this month’s periodical was easy: The National Council of Universitarian Student Council, moving towards the election on May 18th-19th 2016. Same story every time: debates and nice events, winners, losers and the indifferentists. Everything as usual, predictable, almost banal.

Then it happens. Something that changes what we are used to see. A fact, actually three, one right after the other, making us choke, as if someone slapped us right in the face. On March 20th during the marathon having place in Milan (StraMilano), Fabio Capello was hit by a stroke. He was a student from our university, and a students’ representative for the students’ union “La Terna Sinistrorsa”. On March 21st in Spain, a violent accident involving a bus caused the death of 13 students who were abroad to study. Seven of them were Italian girls. On March 22nd in Bruxelles terrorism threatened again our lives: two explosions, one in the airport and the other in the underground cost 30 lives and caused hundreds of wounded. Within three days everything changes, three facts that freeze the world for a second, just the time for a thrill. Then everything keep going, as nothing happened. Lectures, work, studying, our football team, the gym, and the elections too. However, we can’t go on as usual. In this month’s periodical we are going to try an experiment, something thorny, unconventional: just try to stop for a moment and think about these three episodes. We certainly could have been on that bus, in that underground trying to catch the last train, in that airport or even running behind Fabio. It could have been us or someone we love. A question burst out of our minds simply thinking of that: what are we living for? What are we living for if everything can brutally end like that? Why are we studying, living our passions or just taking part in the elections? Why making plans if life can fade in a second? Without taking these queries seriously, life isn’t real life, work isn’t real work, elections are worthless, and everything is empty. Living becomes a meaningless flow of time. By considering these questions, everyday occupations can be seen in another perspective. We don’t want that cynicism often prevailing in similar episodes, not because we are ingenuous optimists, but because we have much more to tell, something great and crucial: stories and proves that life can’t fall in the abyss of meaningless. Because of that, we want to be implicate in what we have every day: university, and consequently the elections.

We restart, in the same circumstances we face every day, but driven by these questions. Every university is voting on May the 18th and 19th for CNSU, and we are going to tell you why it is worth participating and what we can produce through this occasion. We are going to ask you in this edition of Polipo if it is worth waking up and drag ourselves toward the university every morning. Yes, it’s worth it, and that’s because we take part in the elections. What about you?

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