Sciopero docenti: e ora?

Siamo ad ottobre, la sessione è finita da un pezzo, le lauree si sono svolte tutte entro le date prestabilite e sembra che lo sciopero di settembre non abbia causato grandi disagi.
Ci interessa però dire che cosa sia successo e cosa abbiamo capito.

È innegabile che sia stato raggiunto lo scopo dei docenti promotori, ovvero che ci fossero disagi per gli studenti al fine di ottenere visibilità, eppure ci stride che per poter far considerare una richiesta legittima i docenti abbiano dovuto danneggiare noi, centro dell’educazione universitaria. In uno sciopero però è inevitabile che ci sia un terzo soggetto (nel nostro caso gli studenti) che risenta dell’ ”agitazione”. E molti studenti hanno realmente subito danni: per esempio presentarsi ad un appello che poi non si è svolto ed è stato riprogrammato molti giorni dopo o scoprirlo semplicemente la sera prima. Avere il timore che la propria laurea non si potesse svolgere regolarmente e il sentimento di insicurezza su molti altri aspetti come per esempio la mobilità internazionale.

Non ci interessa però fare polemica e invece riteniamo molto più importante la scoperta che abbiamo fatto. Tante volte come in questo caso l’università viene concepita a modi “azienda” dove i docenti fanno il loro lavoro e gli studenti sono gli utenti, e il prodotto che si produce è l’esame, la laurea ecc. Tutto ciò è fuorviante e riduttivo. Facciamo solo un piccolo esempio: il Rettore viene eletto da docenti, studenti e personale tecnico amministrativo. In quale azienda il capo viene scelto dagli utenti? Da questa semplice legge si capisce un concetto fondamentale: l’università non la fanno i docenti da soli, né il personale tecnico, né gli studenti. L’università si costruisce assieme.
In molti casi invece lo sciopero ha messo in evidenza come “il rapporto docente-studente”, sia concepito tra due interlocutori che hanno in realtà poco a che fare tra loro. Questa ambiguità è vissuta sia dai professori che nel caso specifico hanno considerato gli studenti come “merce di scambio” sia dagli studenti che si considerano semplicemente degli utenti di un servizio. Ci sembra molto più vero e utile un ambiente universitario pervaso da un senso comunitario tra docenti e studenti.

Per questo come rappresentanti degli studenti vogliamo iniziare a muoverci per riguadagnarlo. Abbiamo deciso di invitare alcuni professori ad una delle attività che organizziamo per l’accoglienza matricole, la “sagra della matricola” che consiste in una cena al Poli per tutti i nuovi arrivati.

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